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L’ambientamento: il nido è un luogo diverso dalla casa
Il nido appare al bambino come un luogo “nuovo” con connotati e caratteristiche diverse dall’abitazione e dalla struttura familiare. Agli occhi del bambino questa diversità si presenta immediatamente attraverso una molteplicità di elementi fisici concreti e poi da una serie di elementi più difficili da cogliere per un bambino piccolo, come quelli caratterizzanti gli aspetti di socialità e di benessere psicologico. Gli elementi concreti sono gli spazi fisici del nido, generalmente più ampi e comunque diversi da quelli dell’abitazione e la loro destinazione funzionale, chiaramente mirata verso un’utenza infantile. L’organizzazione di spazi di gioco, spazi per il pranzo, il cambio, il riposo calibrati sui bisogni di una collettività infantile, è percepita dal bambino come nuova e diversa da quella conosciuta propria della sua esperienza domestica quotidiana e privata.
Questa modalità di osservazione spazia progressivamente su elementi propri della vita al nido come il ritrovarsi a contatto con tanti bambini piccoli con cui condividere una situazione complessiva di quotidianità e il ritrovarsi in contatto con adulti diversi dalle figure familiari in una relazione intima e complessa. Le fasi iniziali di frequenza e conoscenza del nido richiedono al bambino la capacità di adattarsi ad una nuova situazione, rompendo in parte equilibri già esistenti e creandone di nuovi che lo portano a stabilire relazioni con adulti e bambini diversi dalle figure familiari.
Per favorire l’ambientamento del bambino all’interno del servizio è necessario garantire un percorso che preveda una gradualità dei tempi di permanenza e il coinvolgimento dei genitori nella prima fase di conoscenza del nido e degli educatori di riferimento. Il bambino/a viene accompagnato al nido dal genitore prima per poche ore, poi per metà giornata e soltanto quando si è abituato alla nuova situazione viene inserito per l’intera giornata, a seconda della fascia oraria scelta dalla famiglia, seguendo appunto un percorso indicato in circa tre settimane e che può variare a seconda delle esigenze di ogni bambino.
La presenza del genitore accanto al bambino/a durante tutte le prime fasi del suo inserimento, è concordata secondo un calendario che ne prevede una presenza progressivamente calante. Determinare i tempi e i modi dell’ambientamento è un compito centrale della programmazione educativa e deve considerare che l’inserimento riguarda il bambino e la famiglia. La serenità del bambino dipende in gran parte da come il genitore vive la scelta del nido, da come è rassicurato dalla qualità del servizio, da come supera o almeno razionalizza la separazione dal figlio/a. In questa direzione, i tempi iniziali di permanenza del genitore al nido sono forse più funzionali alla serenità dell’adulto che a quella del bambino.
L’ambientamento si struttura e si realizza attraverso un percorso che comprende varie fasi: - la prima assemblea dei genitori dei bambini che frequenteranno per la prima volta il nido. In questa occasione, dopo una visita guidata nell’ambiente e la presentazione del gruppo educativo, saranno trasmesse informazioni generali sul servizio, sulla sua organizzazione, su come si svolge l’ambientamento e individuate le date di inizio e dei colloqui individuali. - Il primo colloquio individuale che precede l’inserimento del bambino ha lo scopo di offrire uno spazio di ascolto alle aspettative, alle eventuali ansie o problemi dei genitori rispetto a questa esperienza e di assumere informazioni sulle principali abitudini del bambino/a nei contesti di routines come l’alimentazione. Il sonno, il controllo dei bisogni fisiologici, etc., e nei contesti relazionali con altri adulti e con altri bambini, oltre a puntualizzare il ruolo del genitore durante la prima settimana di ambientamento del bambino al nido. Durante i primi momenti il ruolo del genitore è di supporto affettivo alle richieste di rassicurazione del proprio bambino che sta vivendo il primo distacco importante dalla famiglia. - il percorso di ambientamento del bambino/a. L’ambientamento in genere avviene in piccolo o grande gruppo a seconda delle scelte pedagogiche del servizio. Nel corso dell’anno educativo, in seguito a eventuali rinunce delle famiglie, si sviluppa in modo individuale.
L’ambientamento in piccolo o grande gruppo permette sia ai bambini, sia ai genitori di condividere l’esperienza, di stabilire delle relazioni fra loro e di strutturare rapporti di conoscenza. Durante l’inserimento il bambino/a vive il primo distacco dall’ambiente familiare: la nuova situazione rappresenta una fase della sua crescita in quanto gli permetterà di esplorare un ambiente diverso, ricco di stimoli, nel quale trovare nuovi punti di riferimento. L’ambientamento in genere si articola su tre settimane: - la prima settimana il bambino viene al nido accompagnato da un genitore che resta con lui durante le ore di permanenza nella struttura, indicativamente da un’ora e mezzo del primo giorno fino alle tre ore progressive. Verso la fine della settimana si sperimenta un primo distacco di poco tempo in cui il genitore saluta il bambino/a ed aspetta in un’altra stanza, impegnato in piccole attività proposte dagli educatori. - la seconda settimana il bambino/a aumenta gradualmente il tempo di permanenza e sperimenta il pranzo, in genere con i soli educatori. Il genitore aspetta in un’altra stanza e interviene se il bambino manifesta delle difficoltà. - La terza settimana per il bambino/a è una settimana di consolidamento delle nuove relazioni e dei nuovi ritmi conosciuti. Alla fine della terza settimana o all’inizio della quarta settimana, se il bambino mostra di aver costruito significative relazioni con gli adulti e con l’ambiente rimane a dormire ed allunga il tempo di permanenza al pomeriggio, secondo la fascia oraria indicata dalla famiglia.
Qualora si presentino bambini in difficoltà rispetto all’ambientamento, in accordo con la famiglia, vengono attuate modalità diverse nella durata della permanenza e nella presenza della figura familiare per sostenere il bambino in questo momento delicato e riuscire a far vivere al bambino il nido come un luogo privilegiato, uno spazio ricco di stimoli piacevoli per il gioco, l’esplorazione, il piacere condiviso con altri bambini. Un luogo di relazioni che il bambino fa al nido senza la mediazione dei genitori, un’esperienza privata rispetto alla famiglia. Essere coinvolti in relazioni intense e profonde con altri adulti senza la mediazione di una figura familiare, caratterizza l’immagine che il bambino ha del nido.
Questa realtà di fatto nei primi tempi dell’ambientamento costituisce per il bambino/a un problema da affrontare; successivamente contribuisce ad affinare le sue capacità sociali e relazionali. La scelta di organizzare i gruppi dei bambini per fasce d’età insieme alla scelta delle modalità di svolgimento delle routines e dei momenti di gioco nell’arco della giornata, sono orientate ad aiutare il bambino/a e gli educatori a strutturare queste relazioni e a favorire il loro contenuto affettivamente positivo.
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